Continuano gli appuntamenti di Federicus nella suggestiva location dell’ex-monastero di Santa Croce con uno studioso pugliese di storia medievale di grande caratura, il professore Pasquale Cordasco.

Continuano gli appuntamenti di Federicus nella suggestiva location dell’ex-monastero di Santa Croce con uno studioso pugliese di storia medievale di grande caratura, il professore Pasquale Cordasco.

 

Dopo il grande successo di pubblico per la conferenza a cura dell’ Archivio Biblioteca Museo Civico ( A.B.M.C.) dal titolo “Donne e matrimonio in tra XIII e XIV secolo” condotta magistralmente dal prof. Giuseppe Pupillo, apprezzato storico locale e presidente della Biblioteca, espertissimo in materia, continua la maratona culturale nell’ambito della VI^ edizione di Federicus – feste medievale. Questa sera alle 19.00, all’interno dell’ex – monastero di Santa Croce trasformatosi per l’occasione nel Polo Culturale Federiciano con una finestra sui mondo dei libri medievali arrivati dalle più prestigiose case editrici che hanno impreziosito Scripta Manent, la prima fiera del libro medievale e non solo, per le numerose mostre, conferenze , dimostrazioni e laboratori, sarà il prof. Pasquale Cordasco dell’Università di Bari introdotto dalla dott.ssa Mariella Forte, della redazione di FortisMurgiaNews, a parlare del tema su “La corte di Federico II: realtà storica e rappresentazione”, attraverso le immagini che ritraggono l’Imperatore Svevo e la sua corte, di cui la più grande eredità che ci ha lasciato lo Stupor Mundi è la Scuola Siciliana, una delle correnti più importanti della letteratura italiana. Il prof. Cordasco, è direttore del Centro Studi Normanno-Svevi dell’Università di Bari e nella stessa Università è professore associato a tempo pieno di Diplomatica presso la facoltà di Lettere e Filosofia. Tra le ricerche più intriganti dello studioso pugliese vanno poste all’attenzione degli storici e degli appassionati di storia, in modo particolare, numerose edizioni critiche di documenti presenti nel Codice Diplomatico Pugliese e nell’articolata raccolta delle “Chartae Latinae Antiquiores” che fanno da pèndant ad alcune approfondite indagini su carte e documenti afferenti l’età sveva e angioina, conservati nell’Archivio Arcivescovile di Trani. Ad essi si affiancano pure alcuni saggi sul notariato e sulle strutture giudiziarie del Mezzogiorno d’ e sugli usi cronologici seguiti, di consueto, nei documenti privati dell’epoca prenormanna e su diversi aspetti, non ancora conosciuti, della documentazione pugliese. 

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