Castello di Meleto: La vendemmia 2017 si tocca con mano.

Prosegue il lavoro di raccolta delle uve, tra i filari di Gaiole in Chianti. Un’annata complessa ma di qualità, che si potrà respirare durante la Festa della Vendemmia il 27 settembre. Un’annata ricca di colpi di scena, che ha offerto quantità ridotte ma ha riservato una qualità sopra di ogni aspettativa.

Prosegue il lavoro di raccolta delle uve, tra i filari di Gaiole in Chianti. Un’annata complessa ma di qualità, che si potrà respirare durante la Festa della Vendemmia il 27 settembre. Un’annata ricca di colpi di scena, che ha offerto quantità ridotte ma ha riservato una qualità sopra di ogni aspettativa.

È questo il primo bilancio di Castello di Meleto, dove la vendemmia è iniziata il 31 agosto ed è ancora in pieno svolgimento. Un momento importante, che verrà coronato dalla Festa della Vendemmia il 27 settembre. “È stato sicuramente l’anno dei record – spiega l’agronomo Giovanni Maria Farina – siamo infatti passati dai 5° sotto zero del 6 maggio agli oltre 40° di luglio e agosto, a cui si è aggiunta la totale assenza di piogge per circa 100 giorni consecutivi. L’annata, quindi, è stata particolarmente complicata dal punto di vista agronomico e ci ha costretto a continui adattamenti per limitare lo stress idrico”.
Una stagione decisamente complessa, dunque, con la gelata di maggio che ha gravemente danneggiato 35 Ha di coltivazione, in particolare il vigneto Moci. Un fattore che ha ridotto drasticamente la produzione ma che ha consentito il raggiungimento di un altissimo livello qualitativo, visto che il poco carico di uva ha consentito alla pianta di concentrare le sostanze di accumulo nei grappoli. Una qualità resa possibile anche grazie alla vendemmia manuale, applicata in quasi tutti i vigneti aziendali, per consentire la selezione del prodotto migliore.
“Le punte di eccellenza saranno nelle zone di Casi, Poggiarso e San Piero, dove il Sangiovese ha beneficiato della calura estiva senza destare troppe preoccupazioni. – Prosegue Farina. – Anche il Vermentino della zona Castello sembra avere risposto bene alle difficoltà climatiche con abbondanza di produzione e altissima qualità. Le continue lavorazioni dei terreni hanno infatti garantito alla piante, nella maggior parte dell’azienda, di non andare in stress da caldo”.
Ora dal vigneto il testimone passa alla cantina, la cui regia è affidata all’enologo Matteo Menicacci, dove la maggior parte delle uve saranno sottoposte ad una seconda selezione al tavolo di cernita, allo scopo di rispettare tutto il lavoro fatto in vigna ed intervenire minimamente in cantina. In questo modo si potrà ridurre l’uso di anidride solforosa così come affidarsi, per alcune produzioni, alle fermentazioni spontanee innescate dai lieviti autoctoni presenti sulle uve. Un lungo lavoro, fatto di pazienza ed attenzioni costanti, che darà vita alle future firmate Castello di Meleto. Vini che sono il frutto di ricerca e e raccontano nel calice il territorio del Chianti, vera culla dell’ toscana.

Il Castello di Meleto: possiede un’estensione di circa 1000 ettari di cui circa 160 a vigneto e sono situati in diverse condizioni di suolo, pendenza, esposizione e microclima nel Comune di Gaiole in Chianti.
Negli ultimi anni, l’azienda ha avviato un lungo lavoro di selezione, individuando le dove il Sangiovese si esprime meglio e destinate, quest’ultime, a diventare una vera e propria collezione di produzioni che esprimono il carattere di ogni specifico vigneto e del territorio.
Il Castello di Meleto è unico nel suo genere nel territorio del Chianti: una vera e propria fattoria medievale protetta dal castello del XI secolo, oggi diventata una splendida struttura ricettiva di charme.


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