“Shepherds in the Cave” chiama, Altamura non risponde.

Affreschi bizantini e latini nelle cave murgiane del XII – XIV sec A.C. hanno ispirato registi italocanadesi, un patrimonio che tutto il mondo ci invidia. Domenica 4 febbraio (ore 8.30) per chi volesse, può visitare quei luoghi partecipando all’evento “Park Park” ( ferulaferita@gmail.com).

Il docufilm “Shepherds in the Cave” del regista italocanadese Anthony Grieco, è stato presentato il 7 gennaio a “Vancouver nell’ambito dell’ Italian Film Festival” riscuotendo un grande successo internazionale. Inoltre, è stato selezionato per Maggio al “The Archaeology Channel International Film Festival” in Oregon (USA). Una straordinaria opportunità di per la città di .

Peccato che alla proiezione del docufilm “Shepherds in the Cave” (I pastori nelle grotte) che ha visto protagonisti il restauratore Tonio Creanza con il suo team di volontari, Raffaele Moramarco e gli altri pastori del posto, Donato Emar Laborante della Masseria Jesce e il presidente del Cars Giovanni Ragone, mancavano gli amministratori locali e quanti, responsabili della valorizzazione del nostro territorio.

Si sono persi l’opportunità di capire cosa pensano i nostri amici d’oltreoceano di noi, del nostro territorio.

Si sono anche persi l’emozione nel vedere scorrere le immagini delle nostre ricchezze archeologiche e paesaggistiche. Si sono soprattutto persi di sapere che sono dovuti venire ragazzi dall’ a lavorare qui da noi nel rispetto del recupero senza chiedere niente in cambio, semmai il contrario, soltanto per dare un senso alla nostra storia millenaria, per portare alla luce i mille tesori nascosti a macchia di leopardo nelle nostre campagne abbandonate per cercare la modernità in città. Che disastro aver creduto che la vita urbana fornisse la ricetta della felicità. Quei ragazzi venuti da lontano, pronti a comunicare e condividere le loro esperienze hanno lanciato un messaggio forte, quello di non rinnegare il passato, di non dimenticare le tradizioni, di proiettarsi nel futuro, di sostenere un modello in cui le tradizioni sono valorizzate dall’innovazione.

Il lavoro di restauro nella grotta di Catena è stato qualcosa di strepitoso. “Ora tocca a noi dare continuità” – ha dichiarato Donato Emar Laborante che con i suoi spettacoli e il suoi libri cerca di dare nuova linfa ai luoghi della memoria. “Dovremmo ricongiungersi alla natura, che molto ha da offrire – ha dichiarato il presidente della Proloco di Altamura, Pietro Colonna – e che potrebbe essere l’incipit per dare inizio ad una nuova economia”. Molto determinata l’archeologa Lucia Dambrosio, con il suo invito a ritornare in campagna, ad appropriarci dei nostri luoghi: “cerchiamo di essere noi il gregge il gregge buono, il gregge che segue gente come Donato che ci crede e che può esserci da esempio”. Ma il progetto di valorizzazione del territorio, del recupero delle chiese rupestri, delle necropoli, villaggi neolitici e di tanti altri luoghi della storia, tra cui anche le masserie, in primis la masseria Jesce di proprietà del Comune di Altamura, sta diventando troppo grande e richiede nuove sinergie e condivisioni.

Tra gli ospiti presenti alla proiezione del film documentario, il presidente dell’Associazione “Apuliaforyou”, Gianni Difilippo, nonché sostenitore della Delegazione Murge e Gravine, che ha subito preso l’impegno di sostenere la mission del filmato. “Quando qualcuno ti dona qualcosa e tu ne trai beneficio, hai l’obbligo di condividerlo con altri, è la regola del passaggio del “Valore” – ha confessato Difilippo che in questi giorni sta mettendo a punto “Scacco al re”, un grande evento sinergico , che vede coinvolti ben 15 comuni della Murgia, per promuovere il territorio.

Alla fine della serata, con intorno i ricordi, le emozioni e le testimonianze si è avvertito la consapevolezza che qualcosa stesse cambiando.

Shepherds in the cave” è anche questo. E’ un docu-film straordinario che ognuno di noi dovrebbe vedere per cominciare a capire da dove iniziare a cambiare per liberarsi dai falsi miti, da dove partire per socializzare attraverso la natura e ritrovare se stesso.


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