I poteri nuovi dell’Alto Medioevo.

Chi più di tutti trasse vantaggio dal vuoto di potere che si venne a creare fu la Chiesa di Roma. Roma fu caput mundi sino al 476, nonostante già da qualche anno non fosse più capitale dell’Impero. Caduta Roma, il baricentro del potere politico universale detenuto dall’Impero si spostò ad est verso Costantinopoli, capitale dell’Impero Romano d’Oriente dal 396, mentre nella parte occidentale del vecchio impero il vuoto di potere fu colmato dai regni “romano-barbarici” nati dall’emergere di elités militari, che in precedenza gestivano come soldati mercenari la sicurezza e la riscossione dei tributi nell’Impero, che riuscirono ad appropriarsi di pezzetti di potere sempre più ampi, a conservarli nel tempo e in alcuni casi ingrandirli. Cosi accadde per il regno dei Franchi, per il regnum Hispaniae e per il “rex totius Italiae”, centri di potere che inizialmente cercarono legittimità dall’autorità imperiale dell’imperatore d’Oriente, ma che col tempo divennero indipendenti e autonomi riuscendo a sfruttare le strutture di governo e amministrazione ereditate dall’Impero, cosi come fece il Sacro Romano Impero, il tentativo di riproposizione in Occidente dell’Impero Romano, progetto ideato da Carlo Magno e portato ufficialmente a termine da Ottone I.

Chi più di tutti trasse vantaggio dal vuoto di potere fu la Chiesa di Roma.

Sebbene nei primi secoli del Medioevo l’autorità del patriarca di Roma fosse limitata e condivisa con gli altri patriarchi del tempo ( ad esempio quello di Costantinopoli) e fosse ancora vacillante per via della compresenza di molteplici confessioni religiose che ne inficiavano la veridicità e forza, l’azione di conversione iniziata da Gregorio Magno ampliò i confini di espansione del Cristianesimo assieme all’azione “politica” decisiva delle diocesi locali attuata dai vescovi (le diocesi erano in principio lo strumento per il controllo amministrativo del territorio utilizzato durante l’impero).

Dall’ XI sec in poi, grazie all’influenza dei principi tedeschi che limitarono temporaneamente le ingerenze che l’aristocrazia romana aveva sino ad allora sull’elezione e l’azione papale, la Chiesa Romana iniziò un percorso che la portò ad acquisire potere crescente, svolgendo un ruolo non solo religioso ma anche politico e militare sempre più grande e importante.

di Francesco Simone
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