Percorso di lettura con laboratorio creativo sulla speranza che ogni bambino rappresenta per il nostro futuro.

Che cos’è un bambino? La domanda è una di quelle che lascia l’intervistato senza parole, anche se nella vita è un genitore, o un educatore.  Alla domanda ha cercato di rispondere Beatrice Alemagna, nel suo libro, un albo molto bello dal titolo  “Che cos’è un bambino? “, appunto, con una galleria di ritratti a misura di bambino, forte della sua grande conoscenza del mondo infantile e di un immaginario raffinatissimo e potente che piace molto a grandi e piccini. “Un bambino è una persona piccola, con piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo con idee piccole” scrive Alemagna  con un intreccio di parole cristalline e immagini poetiche che ne fanno un libro che diverte, da leggere insieme, per aiutare i bambini a rispondere alla domanda “Chi sono io?” e  per aiutare gli adulti a scoprire cos’è un bambino.

Non è un caso che sia  stato scelto dall’ Associazione Lo Scrigno di Altamura per il laboratorio di lettura ad alta voce  previsto nell’ampito della Campagna nazionale “Illuminiamo il futuro” di Save Children per contrastare la povertà educativa dei bambini, messa in atto nella settimana appena trascorsa,  dal 21 al 27 ottobre, a cui ha aderito per una attenta riflessione sul tema, in compagnia di bambini e mamme nell’accogliente location della libreria Mimì books & more.

“Sembrerà strano” – ha dichiarato Nicoletta Princigalli dell’associazione Lo Scrigno– “ma anche i nostri bambini occidentali conoscono la povertà educativa resa ancora più grave dalla crescente presenza fin dai primi anni di vita dalla tecnologia”.

Secondo la Princigalli per quanto esistano app e giochi educativi per bamini è bene, per accrescere la  loro creatività, che ci sia il rapporto fisico con le sostanze primarie vere e proprie e allora che si sporchino pure le mani, che abbiano il contatto con la carta, con la terra, ma soprattutto il contatto verbale, quindi la lettura, meglio ad alta voce, perché abitua i bambini all’ascolto, abitua i bambini al linguaggio logico,  ne rende più corposo il lessico e abitua il bambino all’empatia soprattutto quando gli si leggono le favole, i bambini si immedesimano nei personaggi delle fiabe, e quella capacità di immedesimazione da grande non sarà altro che la capacità di empatia nei confronti del prossimo.

“Abbiamo pensato che un bambino in realtà fosse una goccia di futuro, quel futuro che vorremmo migliore”- ha dicharato Nicoletta – “E ogni bambino può crearlo “ . E questa goccia di futuro somiglia molto a “La gocciolina Serafina” di Maria Martimucci, al suo primo lavoro editoriale, edito da Les Flaneurs Editore, per l’occasione presentato ufficialmente dalla giornalista Angela Calia che ha dialogato con l’autrice coinvolgendo i bambini presenti nella chiacchierata. “Il libro per le sue caratteristiche di brevità del testo e ricchezza delle immagini realizzate dalla illustratrice Domenica Antonicelli con cui sono entrata subito in sintonia “ – ha dichiarato Maria Martimucci – “ si presta ad essere utilizzato per le attività di laboratorio” .

Per l’occasione Martimucci ha realizzato nel laboratorio della libreria, proprio per entrare nella storia della gocciolina Serafina che vive con la sua famiglia su una nuvola che prova gli stessi sentimenti delle persone con pensieri, paure, sogni…,  la magica spilla che la rappresenta per la gioia di tutti i bambini che si sono cimentati con fogli, colori e forbici nella grande opera.

Ognuno felice di portare a casa un lavoretto fatto con le proprie mani da allegare al libro,  e un consiglio: leggerlo ad alta voce con la mamma. Perché come è emerso dalla serata,  leggere libri ai bambini è una forma di affetto che ricevere è molto bello. Spesso i bambini proprio quando sanno leggere da soli chiedono alla mamma di leggere per loro, e  non perché non  vogliono leggere ma perché la mamma in quel momento si dedica solo a loro.

di Angela Calia


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