Il silenzio delle donne ha radici lontane

Otto donne non tanto per le loro storie, per il ruolo di mogli, madri, figlie o amanti, ma importanti per quanto queste donne sono state silenti e trascurate

Donne straordinarie appartenute al mondo antico non importa se storico, letterario o mitologico. Donne a cui è stata calpestata la dignità, l’onore e la purezza, ferito l’amore e strappato i sentimenti, non importa l’età, il ruolo, l’appartenenza. Donne messe alla prova dalla vita nelle complesse dinamiche che stanno dietro i grandi fatti che la storia ci propone. Si raccontano da guerriera a stratega, da audace a soggiogata, da innamorata a rassegnata attraverso la forma epistolare e usando la  sottile penna di Chiara Pepe, studiosa di storia medievale e  autrice del libro “Voci dal mondo antico”, edito da Les Flaneurs Edizioni.

Ho deciso di trattare le biografie delle donne che sono vissute in un mondo lontano da noi, ma non per questo assente, in maniera diversa da come la letteratura ci ha abituati” – ha dichiarato l’autrice del libro Chiara Pepe – “ e ho cercato di ricostruire le motivazioni che hanno spinto i vari autori a descrivere in quella particolare maniera gli eventi e le figure e risalire attraverso la ricostruzione storiografico – letteraria a dei ritratti un po’ diversi dal solito”

La scelta, riuscitissima, è caduta su otto donne di nicchia dell’età antica nell’atto di scrivere l’ultima lettera a persone che conoscevano in vita. Perciò c’è la lettera di  Persefone, la dea degli inferi che scriva alla madre Demetra, c’è la lettera di Didone ad Enea e c’è anche la lettera di Caludio Ottavia alla madre Messalina o la lettera di Boudicca, la regina della tribù degli Iceni, alle figlie che sono state violentate, oppure la storia di Alessandro Magno raccontata dalla seconda moglie Statira e la prima Roxana, c’è la lettera della protagonista femminile della raccolta di novelle Le mille e una notte di Shahrazad a suo padre, c’è la lettera di Pische al dio Amore e c’è la lettera di Penelope a Ulisse, che attende per vent’anni lo sposo partito per la guerra di Troia. Ci sono diverse dinamiche. Otto punti di vista che si intrecciano e rendono la lettura piacevole e interessante.

Si sa, la storia è molto più complessa. E’ fatta di eroine e di eroi, di buoni e cattivi, di vinti e di vincitori. Sono sempre i vinti a raccontarla, come è giusto che sia. Ma il recupero e la valorizzazione di personaggi, spesso ai margini, offre uno sguardo nuovo, la possibilità  di sviluppare uno spirito critico e permette di conoscere prima di giudicare. Otto esempi di vita su cui riflettere e imparare. Un tempo scrivendo una lettera o una poesia, oggi un sms e un’e-mail, non importa se a comunicare sono le emozioni su aspettative, speranze, sogni e curiosità al femminile. E Chiara Pepe lo ha capito. Si è premurosamente impegnata a dare voce a quei personaggi che non hanno potuto parlare, non lo hanno potuto farlo perché la storia, quella antica, non permetteva spesso alle donne di esprimersi. La  donne che hanno scritto lo hanno fatto attraverso degli pseudonimi, o che hanno regnato lo hanno fatto attraverso le figure maschili, in quei casi; in altri sono riuscite ad imporsi, ma hanno pagato a caro prezzo i poteri che sono riuscite ad ottenere.

Il libro “Voci dal mondo antico” di Chiara Pepe è stato presentato venerdì 15 novembre ad Altamura nell’Aula Consiliare di Palazzo di Città, che l’ha vista madrina d’eccezione dell’evento culturale promosso dall’Acli Altamura “Voci di donne provenienti dal silenzio”, in prossimità della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, datata 25 novembre.

“E’ il primo appuntamento di un percorso appena iniziato del Coordinamento Donne Acli Altamura affidato a Grazia Lorusso, conosciuta per i suoi impegni al femminile nel settore del sociale e anche della formazione locale” – ha dichiarato Mariateresa Monitillo, Presidente del Circolo Acli di Altamura.

Per l’occasione era presente il Presidente dell’Acli Bari- Bat, i Presidenti di Circolo delle Acli di Santeramo e dei paesi murgesi limitrofi. Come pure esponenti di associazioni altamurane in difesa delle donne. “Dobbiamo sentirci un seme delle parole non dette di questa grande famiglia di donne Acli e di altre associazioni che dà un contributo consistente sotto forma di impegno al femminile alla nostra città” –  ha dichiarato Grazia Lorusso.  Nel ringraziare tutta la squadra Acli per la fiducia e stima, e confessando il suo piacere a collaborare, la neo eletta Grazia Lorusso ha detto: “All’unanimità da questa sera confermiamo che continueremo nella formula collaborativa tra le Associazioni altamurane perché crediamo moltissimo nella rete al femminile”,  tracciando, da neo responsabile del Coordinamento Donne Acli Altamura,  la prima linea guida del suo nuovo lavoro associativo.

di Angela Calia


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