Presepe Vivente firmato Fortis Mugia

Grandi capolavori della storia della pittura che hanno interpretato il tema del Natale . Oggi la Prima del Presepe Vivente, da non perdere!

In via S.Martino sede dell’associazione della Fortis Murgia si vivono ore di grande fermento per la Prima del Presepe Vivente. Si preparano i dettagli delle scene, si mettono a punto i costumi, si impartiscono le ultime raccomandazioni.  Nessun particolare è lasciato al caso.

Come tradurre in un racconto che “Il verbo si fece carne e venne ad Abitare in mezzo a noi” (Gv.1,14)? Come raccontare il più grande dei misteri: un Dio che sposa la nostra umanità? Alla Fortis ci hanno provato, con una interpretazione visionaria, non conforme alla tradizione ma piena di significati. La scommessa è grande, ma altrettanto grande è la voglia di riuscita.

Il titolo “Io sono l’altro” riprende quello di una canzone di Nicolò Fabi, motivo ispiratore di tutto il presepe nel significato di “vestire i panni dell’altro” che apre sulla Natività con una scena scura e livida che ricorda il periodo blu di Picasso, resa più tragica dall’emergere di rifiuti e segni di una giungla d’asfalto in cui si muovono  i relitti e i derelitti dell’umanità, che sostituiscono i tradizionali pastori del presepe.

Il Presepe Vivente della Fortis non si discosta da questi temi forti  e riproporre un Gesù che è venuto a incarnarsi e a riconoscersi negli uomini, nelle loro sofferenze, inquietitudini ed emarginazioni.E’ un presepe di grande impatto, molto più delle passate edizioni, proposto al pubblico con una scenografia, rivoluzionaria e complessa. E’ un viaggio temporale tra alcune opere famose di grandi artisti (Leonardo da Vinci, Jacopo Carucci – detto Pontormo, Antonio Ciseri, Théodore Gericault) che ripercorrono in epoche diverse dal ‘500 fino all’arte contemporanea, il racconto di Gesù (l’annunciazione, la visitazione, il sogni di Giuseppe e la Natività). Si parte però da Giotto, in epoca medievale, che ritrae il primo presepe, quello di Greccio del 1223, fatto da San Francesco e si chiude con il dipinto “La zattera della Medusa” del pittore ottocentesco Gericault che ripropone tutta la drammaticità della sopravvivenza di chi prega per un approdo.

Gesù nasce in mezzo a queste paure, e riposa tra le braccia di una madre profuga che lo culla con il suo sogno di un futuro migliore. Lui stesso abbraccia tutti senza esclusione di alcuno. Sono quadri d’autore, grandi capolavori della storia della pittura simbolica della Natività, riprodotti fedelmente in “Quadri umani statici” attraverso “Visioni artistiche dalla Natività”.

Tutt’intorno a questi quadri sono rappresentate scene di vita quotidiana  ben precise, evocative dei quadri stessi e del periodo di riferimento (Duecento, cinquecento, seicento, ottocento e novecento), ma anche altri quadri famosi , sparsi un po’ ovunque, di altri autori altrettanto famosi come Caravaggio, Millet (le spigolatrici), Cezane (i giocatori di carte), Van Gogh (i giocatori di patate), Sagantini (le due madri), Picasso (madre con bambino) e altri.

Fuori dalla scenografia del presepe, si pone il visitatore all’attenzione una installazione umana,  un po’ legata al neo espressionismo per omaggiare con una performance, un testo tratto dall’ album di un gruppo musicale inglese Antony and The Johnsons , il cui il titolo è “your are my sister”,  tutte le donne vittime di violenza. Oltre all’angolo creativo e al Mercatino di Natale, l’esposizione dei Presepi AIAP (Associazione Italiana Amici del Presepe) di Altamura arricchisce le attrattive natalizie.

I giorni della rappresentazione del Presepe Vivente Fortis sono oggi domenica 15 dicembre e le prossime domeniche 22 e 29 dicembre dalle 17.30 alle 21.30 nella location che rimane la stessa, la zona del giardino dell’ex ricovero di Mendicità (Cappuccini), un luogo suggestivo, con di angoli caratteristici che ben si prestano all’allestimento minuzioso di particolari realizzato con la tenacia dei Volontari della Fortis Murgia e la regia del gruppo Federicult . Scenografia di Franco Damiano.

Angela Calia


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