Emergenza salute: fattori ambientali e stili di vita non corretti

Le malattie di origine ambientale sono i problemi principali della salute pubblica. Gran parte dei rischi, soprattutto in età pediatrica, potrebbero essere evitati attraverso interventi mirati

Mutamenti climatici, urbanizzazione, sostanze tossiche, perdita di biodiversità, disastri naturali… mettono l’uomo in un rapporto sempre più conflittuale con la Terra. “Paradossalmente, l’ambiente è contaminato dall’uomo e l’uomo stesso ne è oggetto di scherno. Carnefice e vittima allo stesso tempo. “ Sono le parole del dott. Paolo Falcicchio, Presidente dei Lions Club Altamura Host, all’apertura dell’attesissimo convegno dal titolo “Prevenire e curare le malattie di origine ambientale”, terzo meeting di quest’anno lionistico, tenutosi nel pomeriggio di sabato 1° febbraio, nell’Aula Magna del liceo Cagnazzi; dimostratosi, come per i precedenti, seguitissimo e interessante per i temi proposti e affrontati dai prestigiosi protagonisti della nostra terra murgiana e in particolare della città di Altamura, di cui alcuni di loro sono stati studenti nell’Istituto che li vede relatori.

Dopo i saluti del Cerimoniere , il dott. Giovanni Direnzo, e i ringraziamenti all’ex preside del Liceo Cagnazzi Filippo Tarantino, Censore di Club, ideatore del meeting che coadiuvato dal figlio Giuseppe si è preso l’onere e l’onore, di organizzarlo, l’ing. Nicola Laurieri, con esperienze in Francia e oltre manica, autore de “La ricerca biotecnologica a sostegno delle pratiche mediche e tossicologiche”realizzata insieme alla prof.ssa oxfordiana Edith Sim, ha portato all’attenzione dell’audience alcuni esempi di arilammine tossiche. “Sono sostanze chimiche presenti in diversi composti di cui veniamo a contatto quotidianamente (nei coloranti sintetici dei tessuti e dei capelli, in alcuni coloranti alimentari …) in agricoltura (pesticidi, fungicidi…), come pure nell’industria cosmetica e farmaceutica”. Sono presenti nel fumo di sigaretta, nelle cappe da cucina, negli scarichi delle automobili e nei siti industriali. La lista è lunga e comprende anche i cibi proteici particolarmente azotati, come la carne, perché posti ad alte temperature o sulla brace possono produrre alcune molecole appartenenti alla famiglia delle arilammine, mutagene e cancerogene, causa primaria di alcuni tipi di cancro, quale quello alla vescica, al seno e ad altri organi, nell’uomo come negli animali. L’ing. Laurieri che ha condotto un ampio e interessante studio sui NAT durante il suo dottorato a Oxford ha poi spiegato della loro importanza sul controllo delle arilammine. “Nell’uomo gli enzimi NAT sono due con diverse caratteristiche e ruoli, NAT2 prevalentemente presente nelle cellule del fegato, e NAT1 distribuito più diffusamente nei tessuti della pelle, intestino, vescica, prostata, seno e anche nei polmoni” – ha continuato – “Le prime sono proteine attive che le nostre cellule hanno e producono sulla base dell’informazione genetica contenuta nel DNA e servono per metabolizzare le arilammine, ma perché ciò avvenga è necessario che anche la velocità di detossificazione sia efficiente, mai lenta, per evitare effetti collaterali indesiderati, quali ad esempio infiammazioni del fegato,del sistema nervoso, delle malattie sistemiche e autoimmuni. Mentre le seconde hanno il compito di coordinare la gestione delle riserve energetiche all’interno delle cellule”. Oltre che nell’uomo i NAT sono presenti anche nei microrganismi (batteri e funghi). “Alcuni farmaci antibiotici che noi usiamo per combattere infezioni, tubercolosi, ecc.. appartegono alla famiglia delle arilammine. In questo caso i NAT entrano nel metabolismo dei batteri per bloccarli e tra virgolette ucciderli, e purtroppo si imbattono in batteri che hanno anche loro i NAT e quindi riescono a loro volta a difendersi metabolizzandoli, diventando resistenti con gravi conseguenze per l’organismo umano”. Anche i funghi riescono ad essere resistenti ai composti organici utilizzati in agricoltura (fitofarmaci, diserbanti, pesticidi, anticrittogamici…) perché si infilano nella falda acquifera e diventano arilammine e non cedono alla degradazione degli erbicidi e dei fungicidi, risultando altamente tossici per l’uomo, tanto da richiedere l’intervento dei NAT pronti a detossificare, metabolizzare, per toglierli dal terreno. I NAT hanno soprattutto un compito diagnotico, ma servono anche a capire lo stadio della malattia e quindi assumono un valore terapeutico. Lo studio della loro struttura, reso possibile dalla tecnologia, è stato molto utile al mondo della ricerca per elaborare e inventare nuovi farmaci. E tutto è iniziato dal NAT della Salmonella.


Il legame tra la salute e lo stato dell’ambiente che oggi è fortemente a rischio, lo dimostrano i dati allarmanti relativi all’incidenza delle malattie in età pediatrica. L’Italia detiene la maglia nera in Europa per quanto riguarda dei tumori infantili. “I bambini sono i più vulnerabili e non possono essere trattati al pari degli adulti in tema di nutrizione”. A sostenerlo è il prof. Vito Leonardo Miniello Vice-pres. Naz.le SIPP (Soc. It- di Pediatria Preventiva), che nel relazionare sulla sicurezza alimentare ha focalizzato l’attenzione sugli effetti dei contaminanti diffusi nell’ambiente e nel cibo che mangiamo, il cui accumulo nell’organismo, soprattutto del bambino, può causare malattie immunitarie e tumori. “Tutto avviene attraverso l’alterazione del microbiota intestinale.” – ha dichiarato. Nella sua relazione non sono mancati riferimenti al biologico anch’esso soggetto ai contaminanti naturali, ampiamente diffusi in natura e che non possiamo eliminare, che sono le micotossine prodotte da molti tipi di funghi ( nei cereali, mais …), i nitrati presenti nelle verdure ( maggiormente negli spinaci e bietole) e nell’acqua potabile (50 milligrammi, superiore al limite europeo di 10), e i metalli pesanti (mercurio, piombo …) continuando con i contaminanti ambientali, principalmente utilizzati nel campo zootecnico, e soprattutto in agricoltura (fertilizzanti e i pesticidi). Gli americani hanno la Guida dei pesticidi: al primo posto ci stanno mela, fragola e sedano.  Per i nitrati spinaci, insalate e cavoli. Quali sono i buoni? piselli, melanzane, ananas, cipolla (contiene prebiotici che sono la pappa dei germi buoni). La platea ha potuto beneficiare di una lunga lista di consigli utili: eliminare le merendine, acquistare quantità di cibo da consumare a breve, sbucciare la frutta, evitare la macedonia nei ristoranti, preferire frutta e verdure di stagione da non conservare in sacchetti chiusi. Attenzione al prosciutto cotto con la nuova legislazione sostituisce in etichetta il nome nitriti con E249 e E25O. Il brodo, se non consumato, va conservato senza le verdure. Prediligere l’olio extravergine di oliva, meglio ridurre il consumo di grasso animale e burro, eliminare il grasso delle carni, evitare i pesci grassi e preferire quelli di piccola taglia. Dopo l’ ultimo consiglio che ha visto bandire le dannose pentole e padelle teflon, il prof. Miniello si è congedato con un testamento morale americano (firmato cavallo pazzo): “quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete avvelenato l’ultimo fiume, solo allora vi accorgerete che il denaro non si può mangiare” .


Le prime due relazioni sono servire per meglio focalizzare l’attenzione sugli stili di vita che il Prof. Loreto Gesualdo, Preside della facoltà di Medicina dell’Università di Bari, ha relazionato con grande maestria, enunciando con chiarezza i determinati della salute. “Non possiamo chiuderci in casa e smettere di mangiare, bere e respirare, la nostra vita deve essere vissuta anche se il nostro Pianeta sappiamo essere contaminato” – ha rassicurato il prof. Gesualdo attribuendo all’accesso alle cure un peso sui determinanti della salute pari al 10% perché “In Italia” – ha precisato – “anche grazie alla nostra Costituzione, le cure sanitarie sono garantite a tutti e sono di buona qualità” – e un 20% al background genetico, impossibile da modificare, mentre il restante 70% lo ha subordinato all’azione dell’uomo, con il 20% determinato dall’ambiente e con il 50% dagli stili di vita, quest’ultimo diviso tra la cosiddetta buona e corretta alimentazione (Dieta Mediterranea) e l’attività fisica, che sono due componenti più importanti al quale aggiungere l’abolizione del fumo e la giusta quantità di alcol. “I determinanti della salute servono al benessere del microbiota dell’intestino e se sta bene lui stanno bene cuore, cervello e reni”. In un ambiente così contaminato da ammine aromatiche, i pesticidi, fertilizzanti e tanto altro, “per poter vivere bene e salvare il nostro Pianeta, deve tornare a dominare il senso civico “ – ha confessato il prof. Gesualdo richiamando all’appello tutti i responsabili, dall’agricoltore che produce, a chi conserva, a chi trasforma fino al consumatore finale che chiude la catena degli accusati “affinché tutti perché ormai conviviamo con quello che non è buono, diventiamo cittadini bravi e buoni, e insieme fare in modo che ciò accada. E dobbiamo cominciare dalla bottiglietta dell’acqua”.


Il Sen. Luigi D’Ambrosio Lettieri Vice-pres. Naz. dei Farmacisti e pres. dei farmacisti della Città Metropolitana di Bari e Bat ha parlato di come prevenire le alterazioni ambientali e quindi di conseguenza di come prevenire le malattie di origine ambientale. “Bisogna intendersi su cosa significhi ambiente” – ha dichiarato – “ perché ci sono condizioni socio-economiche, culturali e ambientali che hanno nel tempo allargato l’orizzonte a qualcosa di più del clima e dell’atmosfera. Considerando l’alimentazione parte delle condizioni ambientali e il lavoro strettamente collegato all’ambiente. “Vivere e lavorare in una ambiente sano fa la differenza sui determinati della salute” – ha sottolineato il Sen. D’Ambrosio Lettieri ricordando il caso ILVA di Taranto. “Da chi si nasce (il patrimonio genetico che ereditiamo), come si nasce, dove si nasce, come si vive, come si lavora e come di invecchia: questo è ambiente”- poi ha concluso “Non bastano le risorse economiche e le competenze professionali , è necessaria una “governance complessiva” che coinvolga più Ministeri, oltre a quello dell’Ambiente, e inglobi tutti gli addetti ai lavori, che è capace di raccogliere le sfide e che consenta di estendere il proprio ambito di intervento soprattutto alle gravi criticità determinate dalle condizioni di povertà e ambienti che incidono negativamente sulla salute, penalizzano la popolazione e il mondo intero che così non lo vogliamo”.


di Angela Calia


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